Riccardo Gileno è voce/chitarra ritmica/frontman del progetto e autodidatta: cresce in una famiglia dove la musica è presenza costante, poi, nel corso delle scuole medie, inizia a documentarsi ascoltando di tutto, collezionando cd e vinili. L'incontro con il primo strumento è avvenuto solo alla fine delle scuole superiori. Ma prima di tutto si sente cantante: la chitarra lo aiuta principalmente a scrivere. Il progetto Riccardo Gileno nasce nel 2013, e raggiunge la formazione definitiva nel 2017. Ad accompagnare Riccardo troviamo: Matteo Brenci alla chitarra, Marco Vattovani alla batteria e Francesco Cainero al basso elettrico. Tutti e tre insegnanti di musica e appartenenti ad altri progetti musicali paralleli, fra questi progetti ve n'è anche uno insieme ad Enrico Maria Milanesi, già ospite a InSoffitta. I pezzi sono scritti da Riccardo, con le modalità del più classico cantautorato: chitarra e voce, partendo da un'idea minima di sonorità, di ritmica, per arrivare all'arrangiamento nel quale viene è importante il contributo degli altri membri.

Non c'è grande progettualità dietro un pezzo, quasi tutto è estemporaneo, una caratteristica della personalità stessa di Riccardo, come lui stesso ci tiene a ricordare. I pezzi sono per la maggior parte ispirati da situazioni personali o eventi reali: "Raramente scrivo di ciò che non mi è successo. Spesso tuttavia è limitante scrivere solo di te, per questo motivo ultimamente cerco anche l'invenzione, la storia, anche se la produzione narrativa è molto difficile". Il brano che porta a InSoffitta è uno degli ultimi scritti, e si ricollega a questa idea del racconto di un personaggio di fantasia, narrando delle diverse fasi della vita di una ragazzina dalla fanciullezza fino alla soglia dei trent'anni. L'attività di Gileno è volta prevalentemente al live anche se al momento sta investendo la maggior parte del tempo nella registrazione in studio del prossimo disco. Nel novembre 2017 infatti, esce il primo Ep, che spinge Riccardo a concretizzare ancor di più il suo progetto.

E quando chiediamo a Gileno e ai suoi un'opinione sul fatto se sia meglio frequentare il conservatorio o meno, la risposta è di questo tono: "L'importante è andare a scuola di musica per imparare, non tanto le tecniche (che sono comunque fondamentali), ma ciò che c'è alla base della musica, l'ascolto, la musicalità, il suonare insieme agli altri. Purtroppo l'apprendimento su youtube (e simili), permette di diventare tecnicamente preparatissimi ma fa perdere tutto il bagaglio culturale che si cela dietro l'insegnamento".
Tuttavia la scelta non deve necessariamente ricadere sul conservatorio, che può risultare molto settoriale, ma può semplicemente bastare il trovare un bravo insegnante di musica, motivato, abituato a suonare in giro per locali e che sia aperto a insegnare un po' di tutto: dalla musica classica alla leggera. Di conseguenza un consiglio è, almeno inizialmente, non limitarsi ad un solo genere, ma suonare di tutto, il più possibile.
Per quanto riguarda le esibizioni di Gileno, il suo rapporto con il live è estremamente complicato, prima di tutto è consapevole di essere estremamente poco propositivo commercialmente, dando l'impressione di voler sempre andar contro ai gusti dominanti del momento. Altre difficoltà le ha riscontrate in particolare nel 2018, nel periodo della promozione dell'Ep: "In Italia non c'è interesse per la musica "nuova", ne è un indizio l'assoluta mancanza di spazi adibiti. Viviamo in un paese improntato quasi esclusivamente a tribute o cover band, senza che venga dedicato spazio alla musica originale.

Si tratta di un problema culturale che trova le sue radici nella mancanza dell'educazione musicale sin da piccoli, e che va a generare un'assenza della richiesta di ciò che è nuovo. Questo porta al risultato di creare interesse nel pubblico solo attorno a ciò che già si conosce e che si è ascoltato mille volte". Secondo Gileno stiamo assistendo alla nascita di un fenomeno nuovo: l'estrema facilità di registrare e diffondere le proprie produzioni ha portato ad un'invasione nelle principali piattaforme di musica mediocre, contribuendo ad una abbassamento generale della qualità della musica in circolazione dove, ciò che conta maggiormente, non è la qualità ma la promozione. A questo si aggiunge il fatto che il pubblico ascolta massivamente soprattutto tramite cellulare, compromettendo anche la qualità dell'ascolto. E conclude: "Oggi purtroppo le cose sono pensate perché siano diffuse, perché incontrino il gusto dell'ascoltatore medio, ma lo stesso fenomeno lo riscontriamo con film e serie tv: una produzione massiva di usa e getta, dove tutto è più vuoto, abbassando l'asticella della qualità pur di diffonderla. Anche al costo che sia tutto superficiale".

Riccardo Gileno - Sadie