In Soffitta Pablo (Paolo Petrillo) e IOSHI (Federico Mazzolo) portano la versione breve del brano "My Love" (accompagnati da Flavio Passon alle tastiere), che si caratterizza per la forte presenza della componente elettronica (e per le vaghe influenze Reggae, in particolare nella scrittura, dovute anche all'appartenenza degli artisti rispettivamente ai Catch a Fyah e ai Mellow Mood). Il brano è il primo contenuto del collettivo artistico Ultranoise, da loro creato, e che svolge anche il ruolo di etichetta discografica, attorno al quale si riuniscono altri artisti che collaborano fra loro o pubblicano singolarmente. L'idea del progetto nasce nel 2018, anche se occorrerà un certo periodo di gestazione affinché il tutto assuma una forma definitiva.

Si può dire che il loro lavoro si sviluppa in modo molto naturale, non forzando mai in alcun modo le tempistiche al fine di mantenere "tutto molto onesto e puro", c'è inoltre molta agilità nell'interagire e nel realizzare. Il brano che portano a In Soffitta si intitola "My Love" e tratta di un amore ma, ci tengono a precisare, non è il solito pezzo che tratta di una storia d'amore triste, quanto piuttosto della fase iniziale di un innamoramento, quando ci si trova a intersecare e a trovare il giusto equilibrio fra le esigenze della nuova coppia. Un aspetto importante è che questo brano, a loro avviso, non dà l'impressione di essere preconfezionato: non evoca quella sensazione di finto dei pezzi imposti, che "potrebbe cantare anche un robot". Per loro il percorso che porta alla creazione di un brano è molto legate all'estemporaneità. Ma in questo momento quanta importanza può ricoprire l'adeguarsi ai tempi con il proprio genere? "Non abbiamo grande interesse per questo approccio, è più facile dire "voglio sperimentare" che dire parto a suonare con ciò che piace ora. Bisogna ricordare che tutto ciò che arriva fino all'orecchio del pubblico proviene in origine dall'Underground. Le idee nascono fuori dal mainstream e poi diventano popolari.

Per prima cosa l'artista deve sentire quello che ha da dirsi, deve essere onesto con sé stesso, come trovandosi davanti ad uno specchio. Visto che ad ora non si sono ancora esibiti live, chiediamo loro se questo indichi una prevalenza di interesse per il lavoro in studio: "Le esperienze più belle vissute nell'ambito musicale sono sempre quelle on the road, il live quindi, ed è in quelle occasioni che si esprime al massimo la capacità e la creatività di un gruppo, ma è anche vero che il lavoro di ricerca in studio è fondamentale oltre che molto interessante. Diciamo una via di mezzo". Colgono l'occasione a In Soffitta per raccontare come ad oggi, nel mercato della musica live, avere un'agenzia booking non sia sempre determinante, perché non comporta più necessariamente la possibilità di esibirsi con molte date. L'agenzia in teoria dovrebbe trovar gli ingaggi, ma purtroppo spesso il servizio inizia a funzionare solo quando oramai "sei abbastanza grande da poterne fare a meno", pertanto a loro avviso ad oggi le agenzie di booking garantiscono un servizio ottimo, ma solo nel momento in cui l'artista può già contare su un nome solido e su un pubblico affezionato.

Altrimenti per i piccoli artisti è un sistema che può non funzionare. I tempi inoltre cambiano velocemente, e anche le dinamiche, portando ad un cambiamento completo nell'approccio alla cultura della musica. Questo problema si manifesta in special modo nei giovani i quali crescono con alcuni riferimenti musicali che "francamente imbarazzano per la mancanza di contenuto di alcuni musicisti di oggi: si può raccontare la negatività, ma non deve finire tutto così, dev'esserci una spinta verso un qualcosa di positivo". Il modo stesso con il quale arrivare alla gente è cambiato profondamente con i social, tuttavia anche questa via, che può sembrare più agile e immediata, può dimostrare tutti i suoi limiti, in realtà dipende molto dalla capacità di saper utilizzare efficacemente lo strumento, o i risultati rischiano di essere addirittura inesistenti.

IOSHI x Pablo - My Love